
Il tre marzo presso il Giardino delle Tuileries, Jonathan Anderson ha presentato la collezione femminile Dior AW 26/27.
Il giardino prende vita attraverso le sue creazioni, ogni dettaglio viene raccontato dal suo sguardo romantico e sensibile. La sfilata si svolge in un luogo dove è quasi impossibile non lasciarsi ispirare.
Le modelle sfilano su un ponte sopra ad uno stagno pieno di ninfee. Gli elementi acquatici li ritroviamo negli accessori. Vediamo, infatti, ninfee che impreziosiscono sandali e borse, sono state create spille, ciondoli e orecchini. Molto simpatica la borsa ranocchietto.
Gli abiti drappeggiati ricordano un po’ le statue del giardino, classicismo e modernità che si fondono insieme ma che guardano al futuro.
Le modelle indossano abiti in tulle che ricordano la bellezza ellenica. Molto bello, infatti, l’abito rosa plissé che con il vento sembra aprirsi come i petali di una peonia. Alcuni capi strizzano l’occhio alle creazioni di Monsieur Dior come l’abito Junon e Venus, raccontati in chiave contemporanea dal suo direttore creativo.
Jonathan Anderson è un animo sensibile, in questi mesi ho avuto modo di osservare le sue creazioni. Mi piace l’attenzione e cura che ci mette nel raccontar minuziosamente ogni dettaglio. L’ispirazione arriva dalla natura e bellezza che lo circonda, rimanendo legato all’estro creativo di Monsieur Dior, che all’epoca fece una vera rivoluzione femminile, raccontando della femme Fleur come donna sensibile ma allo stesso tempo forte e coraggiosa, ispirandosi particolarmente a sua sorella Catherine.
L’abito Junon viene rivisitato da Jonathan donandogli leggerezza pur mantenendo quella femminilità che Monsieur Dior aveva dato ad uno dei suoi abiti più iconici. Jonathan ci presenta una minigonna a balze, ogni strato sembra un petalo di un fiore, infine un piccolo strascico ricorda l’abito Venus.
Ci sono codici stilistici che si ripresentano ad ogni sua sfilata, come i fiori e i fiocchi. La Bow bag l’abbiamo vista al suo debutto, adesso la rivediamo con colori e materiali diversi. Fiocchi sulle borse ma anche sugli abiti.
Jonathan sta scrivendo la storia della Maison portando avanti la sua rivoluzione romantica che guarda al bello. E in questo suo sguardo romantico e contemporaneo, a noi non ci resta che sognare.
(Articolo scritto su Substack il 6 marzo 2026)
